

129. Le origini del bipartitismo imperfetto.

Da: F. Bonini, Storia costituzionale della repubblica, La Nuova
Italia Scientifica, Roma, 1993.

Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio dei ministri dalla
fine del 1945 alla met del 1953, fu indubbiamente il principale
protagonista del secondo dopoguerra italiano. I suoi disegni
politici sono tuttora oggetto di dibattito e di polemica. Nel
passo che segue lo studioso di storia costituzionale italiana
Francesco Bonini, oltre a delineare le linee essenziali del
progetto degasperiano, afferma che questo si fondava su due
dinamiche fondamentali: la cosiddetta conventio ad excludendum,
ossia una specie di accordo volto all'esclusione del PCI (e in un
primo tempo anche del PSI) dall'area di governo, e l'attuazione
della Costituzione, che recuperava quei partiti a pieno titolo,
anche se in modo processuale, declinando al futuro il loro pieno
inserimento non tanto nel gioco costituzionale, quanto nell'area
di governo. Venne cos a crearsi una situazione duale, una sorta
di doppio movimento, di inclusione e di esclusione, che segner
poi tutta la successiva storia costituzionale, fino alla fine
degli anni Ottanta. Questa incompiutezza della forma di governo
italiana, che ha dato luogo ad una specie di bipartitismo
imperfetto, perder ogni giustificazione quando il crollo del
sistema sovietico porr fine alla polarizzazione internazionale.


La leadership di De Gasperi struttura, secondo un preciso disegno
di consolidamento, il sistema costituzionale italiano.
Rifiutando la logica dello scontro frontale destra-sinistra, il
suo progetto politico, il centrismo, si configura, in una fase di
fortissima polarizzazione ideologica e politica, come una
coalizione delle forze del centro che riesce a mantenere lo
scontro politico nel quadro costituzionale e parlamentare,
funzionando, sia pure in un ambiente non bipartitico, ma di
pluralismo fortemente polarizzato, secondo schemi di premiership,
cos da dare all'Italia un governo solido e autorevole, in grado
di effettuare le scelte essenziali della ricostruzione.
Schematicamente, alla base di questo progetto di governo, e dei
suoi indirizzi in materia costituzionale e istituzionale, si
possono ritrovare due dinamiche. Anche a costo di esercitare una
semplificazione troppo schematica, e considerando la Costituzione,
l'equilibrio costituzionale come un sicuro punto di riferimento,
esse si potrebbero identificare nella cosiddetta  conventio ad
excludendum  da un lato e nel processo di attuazione della
Costituzione dall'altro. .
Nei processi di consolidamento dei sistemi democratici, ha notato
Leopoldo Elia [Governo (forme di), in Enciclopedia del diritto,
undicesimo, Giuffr, Milano, 1985], nella definizione del sistema
costituzionale, della Costituzione materiale, si pu
rintracciare la presenza di una convenzione, in base alla quale
uno o pi partiti sono considerati al di fuori dell'area
utilizzabile per il sostegno parlamentare ad un Gabinetto. Tali
convenzioni ad excludendum caratterizzano le forme di governo
parlamentare a multipartitismo estremo, generalmente considerate
come situazioni a rischio, situazioni di crisi. L'intesa ad
excludendum, prosegue questo autore, sia che corrisponda a
un'effettiva posizione antisistema dei partiti esclusi, sia che
sia fondata su un elemento arbitrario o ideologico assume il
carattere di una vera e propria regola del gioco, vincolante tutti
gli operatori costituzionali, non gi di una regola puntuale,
contenuta in un singolo contratto di coalizione. [...] Si tratta,
giova ripeterlo, di una chiave di spiegazione, non certo di un
giudizio negativo sulla qualit democratica della forma di governo
italiana. Anzi, in tal modo, in un equilibrio accettato da tutti i
soggetti politici del sistema alla luce anche degli inequivocabili
risultati elettorali del 18 aprile 1948, viene stemperata e
superata la carica eversiva rappresentata dalla polarizzazione
ideologica e politica suscitata dalla guerra fredda. .
A sottolineare tale osservazione occore infatti ricordare che
l'ipotesi di spiegazione dell'assetto costituzionale italiano a
partire dalla  conventio ad excludendum  sarebbe comunque
parziale se non fosse accompagnata dall'indicazione di un'altra
dinamica, che potremmo definire quella dell'attuazione della
Costituzione. Se la prima regola di fatto esclude il PCI (e in
un primo tempo anche il PSI) dall'area del governo, la seconda
recupera questi partiti a pieno titolo, anche se in modo
processuale, declinando al futuro il loro pieno inserimento non
tanto nel gioco costituzionale, quanto nell'area di governo. Si
crea cos una situazione duale, una sorta di doppio movimento,
di inclusione e di esclusione, che segner poi tutta la successiva
storia costituzionale, fino alla fine degli anni Ottanta. Punto di
snodo di questo doppio movimento  la data del 1953, che segna non
solo la caduta di De Gasperi, ma anche il passaggio economico-
sociale dalla stagione della ricostruzione a quella del boom
economico. Questo doppio movimento designa il centro come luogo
decisivo del sistema costituzionale, luogo della legittimit e del
processo di legittimazione. .
L'uno e l'altro movimento sono all'origine del consolidamento
della democrazia italiana intesa non tanto in senso politologico,
cio formale, quanto propriamente storico, in tutta la corposit
del suo significato sociale. Questo indirizzo complesso risulta
cos sostanzialmente diverso da una pura e semplice strategia di
containement [contenimento, riferito alla politica statunitense
volta ad arginare la diffusione del comunismo], secondo i canoni
della dottrina elaborata dall'amministrazione Truman. Esso non fu
costruito solo dalla DC e dai partiti alleati, ma anche dai
partiti dell'opposizione, che ne accettarono di fatto la logica e
le conclusioni. Ne deriva tuttavia, per la formale
contraddittoriet di questo disegno in fin dei conti empirico,
risultato cio del confronto politico, un senso di incompiutezza
della forma di governo italiana rispetto ad alcuni standard
classici di riferimento, per il particolare movimento centripeto,
difforme dal modello bipartitico classico nel riferimento di tutte
le scuole politologiche: di qui la fortuna della formula ellittica
del bipartitismo imperfetto, di scarso valore euristico, ma di
sicuro impatto pubblicistico [intende dire non riscontrabile in
fonti e documenti che ne parlino espressamente, ma comunque
efficace per comprendere la realt politica dell'epoca]. Di fatto
comunque la polarizzazione internazionale qualifica tutto il
sistema di regolazione sopra descritto - pur dotato di piena e
sicura legittimazione democratica - con un giudizio di
eccezionalit, di emergenza, che durer fino al crollo del
sistema sovietico. Per tutto il periodo DC e PCI resteranno
reciprocamente alternativi e perni di polarizzazione, secondo
modalit tipicamente italiane.
